Esercito dell'amore pro Ucraina

lunedì 4 aprile 2022
Esercito dell'amore pro Ucraina

Così Sr Silvana Moncalvo, direttrice della Comunità SILOE, definisce lo straordinario movimento di volontariato scaturito dal suo appello a mobilitarsi per soccorrere i profughi ucraini. Un movimento che ha coinvolto tutte le istituzioni laiche e religiose, tra le quali campeggia l’Unione exallieve di Cavagnolo (TO), in una gara di generosità senza precedenti. SILOE è un centro di spiritualità che si propone di “vivere insieme nell’ascolto dell’altro”, fornendo accoglienza, opportunità di lavoro e contribuendo alla cultura di un turismo responsabile.

Incontro suor Silvana nella sede che sorge accanto all’antica Abbazia di Santa Fede di Cavagnolo. Mentre parla non tralascia la febbrile attività iniziata il 24 febbraio scorso e portata avanti con l’aiuto di suor Chiara. Il nostro discorso è interrotto da frequenti telefonate di volontari che tentano di raggiungere le frontiere ucraine attraverso la Romania.

Silvana, la macchina dei soccorsi che avete messo in moto per l’Ucraina è partita prima che il mondo si rendesse conto di ciò che stava succedendo ed incominciasse a tremare per la minaccia di una guerra atomica. Come avete potuto essere così tempestivi?

Abbiamo rapporti stretti con l’Ucraina dal 2014, quando sono iniziate le ostilità fra Russia e Ucraina per il possesso del Donbass.

Di questa guerra si sapeva poco, ma SILOE aveva in Ucraina un orfanotrofio gestito da cooperative di laici e volontari ucraini. Prima del Covid mandavamo periodicamente cibo,vestiario e materiale scolastico. Il Covid ha interrotto il flusso, ma i contatti sono mantenuti da Tamara, nostra referente in loco. Il 24 febbraio scorso, dopo il primo bombardamento, l’ho contattata per dichiarare la nostra disponibilità ad ospitare profughi. Tamara si è spostata verso il confine con la Romania, iniziando ad attivare isoccorsi.

Così il 2 marzo è arrivato il primo pullman con 70 persone che avevano parenti residenti in Italia. Rapidamente li abbiamo registrati, avviando le pratiche necessarie a raggiungere i loro familiari a Milano, Bologna, Firenze, Napoli.

Che tipo di persone arriva in Italia e che cosa offre la struttura di SILOE?

Prima accoglienza , immediata, e permanenza temporanea, in attesa di trovare strutture adeguate all’ospitalità a lungo termine.

Qui arrivano soprattutto donne e bambini, persone che fino al 23 febbraio conducevano una vita normale: andavano a lavorare, a scuola,erano in attesa di cure o di esami clinici, magari bisognose di terapie,come una donna affetta da sclerosi multipla, o come Natalia, con tumore cerebrale, che avrebbe dovuto subire un intervento chirurgico il 5 aprile prossimo, come Oxana, affetta da tumore alla tiroide.

Le prime profughe arrivate il 2 marzo, a guerra appena iniziata, erano preoccupate ma abbastanza serene e distese. Le altre, giunte al ritmo di 60 – 70 per viaggio, vissute nei bunker e giunte alla frontiera dopo aver percorso decine di kilometri a piedi, con i bambini in braccio, erano molto provate, terrorizzate e sconvolte.

Nella nostra comunità è passato un solo uomo, con tre figli. La moglie è rimasta in Ucraina perché è ministro della guerra. Molte le situazioni drammatiche, come quella di una mamma con un neonato di due mesi, un bambino di dieci anni ed una di quattro con problemi neurologici.

Come gestite i problemi di registrazione, di controlli sanitari, di assistenza medica?

Qui si mobilita l’esercito dell’amore, che coinvolge tutte le istituzioni religiose e laiche: sindaci, Protezione civile, prefetture, personale medico delle ASL. La macchina burocratica è un po’ lenta ad ingranare, tuttavia efficiente. Appena arrivano i pullman provvediamo a registrare i profughi con un semplice modulo di nostra invenzione. Immediatamente l’ASL invia tamponi gratuiti per il controllo del Covid, provvedendo ad eventuali vaccinazioni. Molti sono già vaccinati con farmaci riconosciuti dall’UE. Medici genericie pediatri si mettono a disposizione per effettuare visite ed iniziare o continuare terapie. Poi , dopo un breve soggiorno, provvediamo al ricongiungimento familiare, se ci sono parenti in Italia, o ad organizzare viaggi in altri paesi europei in cui ci siano referenti: Germania, Portogallo, Nord Europa.

E’ vero che avete mobilitato anche il mondo dello spettacolo?

Che ha risposto con una generosità senza precedenti. Ho contattato i conduttori de “Le Jene”, che hanno inviato alle frontiere della Romania tre TIR colmi di generi alimentari, forniti tra l’altro da ESSELUNGA, ed un pullman carico di capi di vestiario, che è tornato in Italia carico di profughi. Sempre le Jene hanno organizzato una carovana di volontari che si sono messi in marcia con le loro auto raccogliendo in Polonia e portando in Italia intere famiglie. Sono qui, hanno ancora la paura negli occhi, ma una gran voglia di ricominciare a vivere. Non si piangono addosso e si dann da fare per imparare velocemente l’italiano. Oxana , che faceva la cuoca, aiuta in cucina, dando una grossa mano: è il suo modo di ringraziare. Alcune ucraine che vivono nel nostro paese e nei dintorni fungono da mediatrici culturali, traduttrici e insegnanti di italiano.

Molte famiglie hanno offerto ospitalità ai profughi. I sindaci hanno cura di verificarne l’idoneità all’accoglienza e curare i contatti. Tutte le forme di accoglienza devono essere accuratamente selezionate perchè quando si verificano grossi spostamenti di popoli, i migranti, se sono lasciati allo sbaraglio, corrono spesso il rischio di incappare in trafficanti di esseri umani o, peggio, di organi, soprattutto se si tratta di bambini non accompagnati.

Grazie, Silvana e Chiara. Il vostro è un lavoro straordinario, non solo per il bene che fa a persone che rischiano di perdere tutto, ma anche perché ci fa scoprire la solidarietà e la fratellanza che lega tutti, di fronte ad un dolore o una minaccia comuni. La gara di generosità scattata a tutti i livelli è seme di speranza in un momento buio e incerto. Grazie!

 

Laura Pollino, 

exallieva Federazione Piemontese Maria Ausiliatrice

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